

Disco seminale nella storia dell’industrial, Pretty Hate Machine è la torbida celebrazione del genio di Trent Reznor, capace di declinare rap e synth pop nella propria allucinata poetica fatta di clangori e distorsioni. L’inquietante melodia di ‘Something I Can Never Have’ è un’ingannevole boccata d’aria pianistica, che esalta le velenose trame claustrofobiche costruite dai Nine Inch Nails intorno al suadente e provocatorio alternarsi di sussurri e grida del proprio leader.