16 brani, 1 ora 11 minuti

NOTE DELLA REDAZIONE

Prima di diventare J.Lo era Jennifer Lopez, l’attrice emergente nata nel Bronx, in altre parole la Jenny del quartiere. E anche se al tempo era conosciuta soprattutto per avere interpretato Selena, non aveva mai davvero frequentato gli studi di registrazione fino al momento di incidere il suo album d’esordio. “Era tutto nuovo, spaventoso ed elettrizzante” dice Jennifer Lopez ad Apple Music. “Quello era il nucleo di ciò che ero allora: semplicemente una ragazza che viaggiava sulla linea 6 della metropolitana, un’inguaribile romantica che aveva grandi sogni. Lì c’è tutto questo. Credo che il miglior album pop o, meglio, il miglior album e basta, sia quello di chi è in grado di consegnarti completamente il cuore e l’anima, raccontandoti chi è, in ogni modo possibile.”

Nel 1999 c’era un’incontenibile ondata di stelle latin pop che valicavano i confini dei generi con hit in lingua inglese: Ricky Martin, Shakira, Enrique Iglesias. Il debutto di J.Lo cavalca quell’onda, spinto dall’allora capo della Sony Tommy Mottola, che ebbe un ruolo rilevante in quello che sarebbe diventato On the 6. “Sono nata nel Bronx” dice la Lopez, “ma lo spagnolo lo parlavo a malapena. Ho problemi ancora oggi. La gente iniziava ad accettare gli artisti latini come grandi artisti. Era un momento rivoluzionario”. Jennifer Lopez duetta in spagnolo su ‘No Me Ames’ con il futuro marito Marc Anthony, mentre ‘If You Had My Love’, il singolo di punta prodotto da Rodney Jerkins e suo primo numero uno in assoluto, ha elementi di chitarra latin, ma il momento interculturale più indelebile di tutti non fu una hit. “Anche se non è mai stato un singolo, per me ‘Let’s Get Loud’ era il brano che spiccava davvero nell’album. Quando lo canto negli stadi, in giro per il mondo, è il pezzo che manda ancora tutti in visibilio.”

L’artista sarebbe poi stata protagonista di film importanti e hit mondiali. Ma pur con tutto il successo che ha ottenuto, la caratteristica più sorprendente di On the 6 potrebbe proprio essere il fatto di averle permesso di intraprendere una doppia carriera, cosa che molte star hanno tentato ma pochissime sono riuscite a concretizzare. “Ho la sensazione che sia quello che ho sempre voluto fare, chi la pensava diversamente è rimasto tagliato fuori” dice la Lopez. “Il punto è non permettere a nessuno di dirti che non puoi fare qualcosa quando in fondo sai che è parte di te.”

NOTE DELLA REDAZIONE

Prima di diventare J.Lo era Jennifer Lopez, l’attrice emergente nata nel Bronx, in altre parole la Jenny del quartiere. E anche se al tempo era conosciuta soprattutto per avere interpretato Selena, non aveva mai davvero frequentato gli studi di registrazione fino al momento di incidere il suo album d’esordio. “Era tutto nuovo, spaventoso ed elettrizzante” dice Jennifer Lopez ad Apple Music. “Quello era il nucleo di ciò che ero allora: semplicemente una ragazza che viaggiava sulla linea 6 della metropolitana, un’inguaribile romantica che aveva grandi sogni. Lì c’è tutto questo. Credo che il miglior album pop o, meglio, il miglior album e basta, sia quello di chi è in grado di consegnarti completamente il cuore e l’anima, raccontandoti chi è, in ogni modo possibile.”

Nel 1999 c’era un’incontenibile ondata di stelle latin pop che valicavano i confini dei generi con hit in lingua inglese: Ricky Martin, Shakira, Enrique Iglesias. Il debutto di J.Lo cavalca quell’onda, spinto dall’allora capo della Sony Tommy Mottola, che ebbe un ruolo rilevante in quello che sarebbe diventato On the 6. “Sono nata nel Bronx” dice la Lopez, “ma lo spagnolo lo parlavo a malapena. Ho problemi ancora oggi. La gente iniziava ad accettare gli artisti latini come grandi artisti. Era un momento rivoluzionario”. Jennifer Lopez duetta in spagnolo su ‘No Me Ames’ con il futuro marito Marc Anthony, mentre ‘If You Had My Love’, il singolo di punta prodotto da Rodney Jerkins e suo primo numero uno in assoluto, ha elementi di chitarra latin, ma il momento interculturale più indelebile di tutti non fu una hit. “Anche se non è mai stato un singolo, per me ‘Let’s Get Loud’ era il brano che spiccava davvero nell’album. Quando lo canto negli stadi, in giro per il mondo, è il pezzo che manda ancora tutti in visibilio.”

L’artista sarebbe poi stata protagonista di film importanti e hit mondiali. Ma pur con tutto il successo che ha ottenuto, la caratteristica più sorprendente di On the 6 potrebbe proprio essere il fatto di averle permesso di intraprendere una doppia carriera, cosa che molte star hanno tentato ma pochissime sono riuscite a concretizzare. “Ho la sensazione che sia quello che ho sempre voluto fare, chi la pensava diversamente è rimasto tagliato fuori” dice la Lopez. “Il punto è non permettere a nessuno di dirti che non puoi fare qualcosa quando in fondo sai che è parte di te.”

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