

L’album che dà la fama ad Angélique Kidjo è un effervescente caleidoscopio world di lingue e suoni, potenziato dalla presenza dei sax di Manu Dibango e Branford Marsalis. Percussioni e sintetizzatori sostengono hit da club come ‘Batonga’, i timbri acustici di ‘Malaika’ e i morbidi intrecci vocali di ‘Senie’ sono raffinati e originali richiami alla tradizione dell’Africa occidentale, fondamenta della sensibilità musicale che ha formato l’artista di Ouidah.