

Sono del 1828 le sue opere più grandi, il Quintetto d'Archi e la Sonata in Si maggiore, ma già prima i suoi cicli di canzoni La bella Mugnaia e Viaggio d'inverno, risultano tra i più grandi componimenti nella storia della musica. Schubert faceva uscire melodia da sé come il fiume scorreva nella Mugnaia. Autodefinitosi successore di Beethoven, lascia alla sua morte, ad appena 31 anni, 8 sinfonie, quartetti d'archi, sonate per piano, lavori corali e infinite canzoni. Il rimpianto per ciò che Schubert non ha potuto fare deriva soprattutto dalla grandezza di ciò che ha lasciato.