11 brani, 46 minuti

NOTE DELLA REDAZIONE

L’immaginazione di Jason Lytle trasporta i Grandaddy in un mondo futuristico dominato dalla tecnologia, in cui storie di alienazione e visioni surreali scorrono lungo stravaganti arrangiamenti lo-fi disseminati di pulsazioni elettroniche. Armata di chitarre e sintetizzatori, la band californiana abbozza stralunati motivi pop dal gusto sixties e si immerge in suggestive ambientazioni oniriche, raggiungendo vette drammatiche con il lamento disturbato di ‘Jed’s Other Poem (Beautiful Ground)’.

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L’immaginazione di Jason Lytle trasporta i Grandaddy in un mondo futuristico dominato dalla tecnologia, in cui storie di alienazione e visioni surreali scorrono lungo stravaganti arrangiamenti lo-fi disseminati di pulsazioni elettroniche. Armata di chitarre e sintetizzatori, la band californiana abbozza stralunati motivi pop dal gusto sixties e si immerge in suggestive ambientazioni oniriche, raggiungendo vette drammatiche con il lamento disturbato di ‘Jed’s Other Poem (Beautiful Ground)’.

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