18 brani, 1 ora 8 minuti

NOTE DELLA REDAZIONE

Quello che si ripresenta nei panni di ragazzo delle stelle è un The Weeknd dalla fama consolidata, che confina il futuristico funk tra le pozzanghere di auto-tune attraversate con Kendrick Lamar in ‘Sidewalks’. Starboy è un eclatante emblema della libertà artistica che campiona la new wave e insinua il punk nella dimensione elettronica, senza però rinunciare a una torbida rivisitazione delle sensuali leggi dettate dal re del pop. Il vibrante minimalismo dell’interludio con Lana Del Rey e le due incursioni dei Daft Punk stabiliscono dei punti fermi in un album che sfiora anche la trap.

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Quello che si ripresenta nei panni di ragazzo delle stelle è un The Weeknd dalla fama consolidata, che confina il futuristico funk tra le pozzanghere di auto-tune attraversate con Kendrick Lamar in ‘Sidewalks’. Starboy è un eclatante emblema della libertà artistica che campiona la new wave e insinua il punk nella dimensione elettronica, senza però rinunciare a una torbida rivisitazione delle sensuali leggi dettate dal re del pop. Il vibrante minimalismo dell’interludio con Lana Del Rey e le due incursioni dei Daft Punk stabiliscono dei punti fermi in un album che sfiora anche la trap.

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