11 brani, 56 minuti

NOTE DELLA REDAZIONE

Una nebbia vagamente minacciosa avvolge con sottile prepotenza gran parte del sesto tratto dell’itinerario spirituale intrapreso da Ludovico Einaudi sui metamorfici sentieri delle Alpi. Federico Mecozzi e Redi Hasa accompagnano ancora il cammino con violino, viola e violoncello e contribuiscono a disegnare un’atmosfera forse più brulla e gelida, concentrata sulla contemplazione dell’assenza di forme di vita. L’ascesa riprende solo sul finale, quando il pianista dedica alla grandiosa immagine di una storia incastonata nella roccia il maestoso crescendo che prelude alla conclusione dell’impresa.

NOTE DELLA REDAZIONE

Una nebbia vagamente minacciosa avvolge con sottile prepotenza gran parte del sesto tratto dell’itinerario spirituale intrapreso da Ludovico Einaudi sui metamorfici sentieri delle Alpi. Federico Mecozzi e Redi Hasa accompagnano ancora il cammino con violino, viola e violoncello e contribuiscono a disegnare un’atmosfera forse più brulla e gelida, concentrata sulla contemplazione dell’assenza di forme di vita. L’ascesa riprende solo sul finale, quando il pianista dedica alla grandiosa immagine di una storia incastonata nella roccia il maestoso crescendo che prelude alla conclusione dell’impresa.

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