16 brani, 1 ora 16 minuti

NOTE DELLA REDAZIONE

L’album di debutto della pianista britannica Isata Kanneh-Mason è un omaggio a Clara Schumann, compositrice e virtuosa della tastiera del 19esimo secolo. “Ho sentito per la prima volta il secondo scherzo”, racconta ad Apple Music la musicista, “e sono rimasta davvero impressionata da come suonasse appassionato e impetuoso. Non riuscivo a capacitarmi di conoscere così poco del suo lavoro. Quindi, quando ho scoperto che era l’anniversario della nascita, il 2019 mi è sembrato il momento perfetto per un progetto come questo”. Si tratta di musica che spera possa diventare parte del repertorio standard. “Voglio assolutamente tornare sull’opera di Clara Schumann nel corso della mia vita”, aggiunge. Ed è impossibile immaginare una sostenitrice più entusiasta di Kanneh-Mason, che qui dimostra la invero rara qualità di mantenere inalterata la propria eccellenza, tanto nella veste di strumentista da camera quanto nei panni di solista. Lasciati guidare da uno degli astri nascenti della classica alla scoperta di un album incredibilmente ricco in varietà e spessore musicale.

Piano Concerto in A Minor, Op. 7
“Schumann cominciò a comporre il suo concerto per piano a 13 anni: la complessità e il virtuosismo della scrittura mi hanno sconvolta. È impressionante immaginare come non solo fosse stata in grado di scrivere la musica ma, a quell’età, anche eseguirla. In alcuni passaggi, è piuttosto difficile: sembra simile a Chopin ma suonarla è davvero gratificante. Nelle sessioni, la Royal Liverpool Philharmonic è stata straordinaria. Avevamo idee compatibili sulla modalità di approccio al brano”.

3 Romances for Piano, Op. 11
“Le tre romanze sono un capitolo che si colloca agli inizi del viaggio compositivo di Clara Schumann. La musica è abbastanza semplice e in stile infantile ma c’è anche un soggiacente senso di melancolia. Clara scrisse i brani un anno prima del matrimonio con Robert Schumann, in un periodo di forte tensione [suo padre aveva cercato di impedirne l’unione]. Li trovo incredibilmente potenti”.

Scherzo No. 2 in C Minor, Op. 14
“Questo è il pezzo che mi ha fatto conoscere la musica di Clara Schumann. Ho ascoltato per la prima volta lo scherzo nel 2018 e ho pensato che suonasse ricco di sentimento e di passione. Amo quel senso febbrile del suo modo di usare la tensione armonica. È breve, ma nella musica c’è moltissimo. È stata probabilmente la traccia più difficile da registrare, perché richiede dosi notevoli di impeto ed energia. Quando lo esegui a ripetizione, diventa piuttosto stancante!”

3 Romances, Op. 22
“Sono da sempre una grande ammiratrice dello stile della violinista Elena Urioste e ho pensato che il suo fosse il suono perfetto per queste tre romanze. Ha un grande istinto per la musica da camera che ci ha permesso di entrare rapidamente in sintonia, anche se non avevamo mai suonato insieme. Onestamente, preferisco la musica da camera ai soli, perché sei sul palco con qualcun altro e puoi trarre energia dal tuo partner”.

Myrthen, Op. 25: 1. “Widmung” (Arr. Clara Schumann) and Liederkreis, Op. 39: 5. “Mondnacht” (Arr. Clara Schumann)
“Nell’album volevo rappresentare Robert Schumann e quanto lui fosse parte della vita di Clara, che era solita editare le canzoni del marito e correggerne gli errori. Mi piacciono i suoi arrangiamenti per piano, perché lei sa mantenere la semplicità di queste due composizioni senza aggiungere fronzoli e allo stesso tempo riesce a catturarne la bellezza. Se ‘Widmung’ (‘Dedication’) ha un elemento di grande trasporto ed è estremamente appassionata, ‘Mondnacht’ (‘Moonlit Night’) è molto più placida. Eppure sono entrambe magnifiche”.

Piano Sonata in G Minor
“È molto interessante che questa sonata non sia mai stata pubblicata durante la sua vita. Nessuno ha saputo spiegarne il motivo ma pare che l’abbia scritta come regalo di Natale per Robert Schumann nei primi anni del loro matrimonio. Tutti i quattro movimenti sono alquanto brevi ma molto complessi dal punto di vista musicale. È davvero un peccato che non l’abbia mai eseguita, perché è straordinaria. Suonarla è impegnativo ma incredibilmente gratificante”.

NOTE DELLA REDAZIONE

L’album di debutto della pianista britannica Isata Kanneh-Mason è un omaggio a Clara Schumann, compositrice e virtuosa della tastiera del 19esimo secolo. “Ho sentito per la prima volta il secondo scherzo”, racconta ad Apple Music la musicista, “e sono rimasta davvero impressionata da come suonasse appassionato e impetuoso. Non riuscivo a capacitarmi di conoscere così poco del suo lavoro. Quindi, quando ho scoperto che era l’anniversario della nascita, il 2019 mi è sembrato il momento perfetto per un progetto come questo”. Si tratta di musica che spera possa diventare parte del repertorio standard. “Voglio assolutamente tornare sull’opera di Clara Schumann nel corso della mia vita”, aggiunge. Ed è impossibile immaginare una sostenitrice più entusiasta di Kanneh-Mason, che qui dimostra la invero rara qualità di mantenere inalterata la propria eccellenza, tanto nella veste di strumentista da camera quanto nei panni di solista. Lasciati guidare da uno degli astri nascenti della classica alla scoperta di un album incredibilmente ricco in varietà e spessore musicale.

Piano Concerto in A Minor, Op. 7
“Schumann cominciò a comporre il suo concerto per piano a 13 anni: la complessità e il virtuosismo della scrittura mi hanno sconvolta. È impressionante immaginare come non solo fosse stata in grado di scrivere la musica ma, a quell’età, anche eseguirla. In alcuni passaggi, è piuttosto difficile: sembra simile a Chopin ma suonarla è davvero gratificante. Nelle sessioni, la Royal Liverpool Philharmonic è stata straordinaria. Avevamo idee compatibili sulla modalità di approccio al brano”.

3 Romances for Piano, Op. 11
“Le tre romanze sono un capitolo che si colloca agli inizi del viaggio compositivo di Clara Schumann. La musica è abbastanza semplice e in stile infantile ma c’è anche un soggiacente senso di melancolia. Clara scrisse i brani un anno prima del matrimonio con Robert Schumann, in un periodo di forte tensione [suo padre aveva cercato di impedirne l’unione]. Li trovo incredibilmente potenti”.

Scherzo No. 2 in C Minor, Op. 14
“Questo è il pezzo che mi ha fatto conoscere la musica di Clara Schumann. Ho ascoltato per la prima volta lo scherzo nel 2018 e ho pensato che suonasse ricco di sentimento e di passione. Amo quel senso febbrile del suo modo di usare la tensione armonica. È breve, ma nella musica c’è moltissimo. È stata probabilmente la traccia più difficile da registrare, perché richiede dosi notevoli di impeto ed energia. Quando lo esegui a ripetizione, diventa piuttosto stancante!”

3 Romances, Op. 22
“Sono da sempre una grande ammiratrice dello stile della violinista Elena Urioste e ho pensato che il suo fosse il suono perfetto per queste tre romanze. Ha un grande istinto per la musica da camera che ci ha permesso di entrare rapidamente in sintonia, anche se non avevamo mai suonato insieme. Onestamente, preferisco la musica da camera ai soli, perché sei sul palco con qualcun altro e puoi trarre energia dal tuo partner”.

Myrthen, Op. 25: 1. “Widmung” (Arr. Clara Schumann) and Liederkreis, Op. 39: 5. “Mondnacht” (Arr. Clara Schumann)
“Nell’album volevo rappresentare Robert Schumann e quanto lui fosse parte della vita di Clara, che era solita editare le canzoni del marito e correggerne gli errori. Mi piacciono i suoi arrangiamenti per piano, perché lei sa mantenere la semplicità di queste due composizioni senza aggiungere fronzoli e allo stesso tempo riesce a catturarne la bellezza. Se ‘Widmung’ (‘Dedication’) ha un elemento di grande trasporto ed è estremamente appassionata, ‘Mondnacht’ (‘Moonlit Night’) è molto più placida. Eppure sono entrambe magnifiche”.

Piano Sonata in G Minor
“È molto interessante che questa sonata non sia mai stata pubblicata durante la sua vita. Nessuno ha saputo spiegarne il motivo ma pare che l’abbia scritta come regalo di Natale per Robert Schumann nei primi anni del loro matrimonio. Tutti i quattro movimenti sono alquanto brevi ma molto complessi dal punto di vista musicale. È davvero un peccato che non l’abbia mai eseguita, perché è straordinaria. Suonarla è impegnativo ma incredibilmente gratificante”.

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