Note dalla redazione Con la collezione che nel 1957 raccoglie i singoli del 27enne Ray Charles, l’Atlantic Records mette sul tavolo più di un indizio circa le responsabilità di The Genius nella nascita di un soul che mescola jazz e country in ‘Drown In My Own Tears’ o swing e ritmi tropicali in ‘Mary Ann’. Come un’onda sulla tastiera, Brother Ray fonde il blues col gospel e sostituisce il sacro con il profano, tra spericolate invenzioni canore e continui richiami all’R&B del passato e ai corali attacchi da big band.

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