16 Songs, 1 Hour

EDITORS’ NOTES

From the retro-futuristic cover art by Stranger Things poster designer Kyle Lambert to lyrical themes of oppression, the English band’s eighth album, Simulation Theory, plays like an ’80s sci-fi flick. The opening set of songs lays out a bleak setting: “Algorithm” and “The Dark Side” are cries for help set against caterwauling synth-rock. Yet rather than wallow in despair, the band uses stirring oratory and a spectacular wall-of-sound to rise against systematic, technological, and mental anguish. They rally the troops on “Thought Contagion,” “Dig Down,” and “Get Up and Fight,” while “Something Human” shows that even a platinum-selling megaband needs a reassuring hug sometimes. The one Simulation Theory song that will surely inspire debate is “Propaganda,” the trio’s collaboration with producer Timbaland. On it, lead singer Matt Bellamy locks into a sexy falsetto while Timbaland puts his foot (and a slide guitar) into the track. Will longtime Muse fans accept a Timberlake-like pure-pop turn from Bellamy? It’s a tipping point but one that was inevitable; after exploring darkness on Drones, The 2nd Law, and The Resistance, Simulation Theory shows the band embracing fresh styles. The Deluxe Version also includes acoustic, gospel, and “alternative reality” versions of five tracks.

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EDITORS’ NOTES

From the retro-futuristic cover art by Stranger Things poster designer Kyle Lambert to lyrical themes of oppression, the English band’s eighth album, Simulation Theory, plays like an ’80s sci-fi flick. The opening set of songs lays out a bleak setting: “Algorithm” and “The Dark Side” are cries for help set against caterwauling synth-rock. Yet rather than wallow in despair, the band uses stirring oratory and a spectacular wall-of-sound to rise against systematic, technological, and mental anguish. They rally the troops on “Thought Contagion,” “Dig Down,” and “Get Up and Fight,” while “Something Human” shows that even a platinum-selling megaband needs a reassuring hug sometimes. The one Simulation Theory song that will surely inspire debate is “Propaganda,” the trio’s collaboration with producer Timbaland. On it, lead singer Matt Bellamy locks into a sexy falsetto while Timbaland puts his foot (and a slide guitar) into the track. Will longtime Muse fans accept a Timberlake-like pure-pop turn from Bellamy? It’s a tipping point but one that was inevitable; after exploring darkness on Drones, The 2nd Law, and The Resistance, Simulation Theory shows the band embracing fresh styles. The Deluxe Version also includes acoustic, gospel, and “alternative reality” versions of five tracks.

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TITLE TIME

Ratings and Reviews

3.6 out of 5
50 Ratings

50 Ratings

Julius.M-92 ,

Cambio di svolta per i Muse

I 4 singoli di questo imminente album hanno diviso definitivamente i fans dei Muse con i nostalgici delle vecchie sonorità. Questi singoli personalmente li trovo comunque ottimi e orecchiabili nonostante siamo completamente diversi dai pezzi più Rock del passato, in primis dovuto all'arricchimento dei suoni elettronici, synth e pop che rendono il tutto più commerciale. In definitiva i Muse hanno dimostrato per l'ennesima volta di aver osato sperimentando nuove sonorità e sorprendendo schiere di fans e per questo li adoro, perciò avanti tutta!

KAISERSOZE77 ,

Deludente ancora

Dopo il deludente drones mi aspettavo l’album del riscatto ma sono rimasto profondamente deluso. L’anima rock dei muse è oramai un lontano ricordo, le chitarre elettriche e il suono puro della batteria è definitivamente sparito , lasciando il posto alla peggiore elettronica anni 80. Eppure le prime tracce dell’album mi avevano illuso, ricordando le melodie orchestrali di ruled by secrecy (algorithm, the dark side, non a caso riproposte in altre versioni a riempire un album evidentemente troppo povero). Poi , invece, un costante peggioramento, da omaggi a Prince (propaganda) e pop con echi orientali (breack it to me), si passa piano piano da un pop commerciale ma ancora tollerabile di Pressure e Something Human (meglio nella versione acustica) alla più smielata melodia di Get up And fight che già avevo potuto disprezzare in the 2nd law (Explorers, follow me) ed in Drone (mercy) ma che non avrei mai voluto riascoltare. Il resto ricorda vagamente quello che furono i muse e i modelli a cui si sono in parte ispirati (come i Queen che dopo la riuscitissima madness ritornano ora con la infelice in dig down). Chiude l’album la malinconica the void che sembra un grido di aiuto di un gruppo che sembra oramai aver perso la strada, rimasto prigioniero tra modelli mai superati, sperimentazioni velleitarie e ballate commerciali figlie di quello ‘showbiz’ di cui i muse sono rimasti paradossalmente vittime.

__ilaaaaaaa_ ,

I muse sono i muse

Per tutti quelli che dicono che fanno cagare e con sono più gli stessi muse,beh....sinceramente non li conoscete. Non hanno mai riproposto la stessa musica negli album durante tutti gli anni. Diciamocelo. Anche origin of symmetry era diverso da absolution e via dicendo. La gente non li ha mai accettati ma ora li vediamo come dei grandi successi sottovalutati ecc
Apparte che non c’è niente che non vada in questo album. Tecnicamente è a livelli decisamente superiori rispetto agli artisti di oggigiorno. Ve lo dice una che di musica comunque se ne intende.
Anche io personalmente come strumenti preferisco le loro chitarre aggressive e via dicendo ma non mi permetto di dire che simulation theory fa cagare solo perché non ci sono chitarre e blabla. Si sono messi a sperimentare cose nuove ma nemmeno tanto perché usano synth anni ottanta e vi giuro che li usano meglio di chiunque altro

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