Note dalla redazione Amore, paura, amici e nemici, violenza, danza, sesso, demoni, angeli, solitudine e compagnia: puoi trovare tutto questo negli After Hour della notte”. The Weeknd


Da quando è esploso, nel 2011, con il misterioso e ipnotico House of Balloons, The Weeknd ci ha sempre tenuto sull’attenti: ci sono stati un trittico di tossici mixtape nel segno dell’R&B lo-fi, l’enorme successo da classifica di ‘Can’t Feel My Face’ e la patinata rinascita con la complicità dei Daft Punk arrivata con Starboy, nel 2016. In After Hours, il suo quarto disco in studio, il cantante torna all’alba dell’era di Abel Tesfaye, riprendendo il delicato falsetto, le atmosfere nebulose e le confessioni sussurrate. Tutto questo viene però qui supportato da uno straordinario beatmaking: un’attenuata drum’n’bass in ‘Hardest to Love’, le sirene e le intermittenti trame trap di ‘Escape From LA’ e bagliori di French touch, dubstep distorta e Chicago drill, dilatate fino a prendere la forma di astrazioni. È come se il cantante avesse passato gli ultimi quattro anni a perlustrare i party underground nei magazzini alla ricerca di ritmi che potessero dare alle sue ballate a bassa intensità luminosa un’aura edonistica, eccitante e vitale. Nei momenti in cui l’album si accende davvero, sono addirittura radiose: ‘Scared to live’ è travolgente e romantica, perfetta per la scena finale di una commedia sentimentale, mentre ‘Blinding Lights’ – gigantesca hit prodotta da Max Martin e spinta da una pubblicità della Mercedes-Benz – non potrebbe essere più calata di così nella sfarzosa e trionfale atmosfera glamour degli anni ’80.

BRANO
Alone Again
1
4:10
 
Too Late
2
3:59
 
Hardest To Love
3
3:31
 
Scared To Live
4
3:11
 
Snowchild
5
4:07
 
Escape From LA
6
5:55
 
Heartless
7
3:18
 
Faith
8
4:43
 
Blinding Lights
9
3:20
 
In Your Eyes
10
3:57
 
Save Your Tears
11
3:35
 
Repeat After Me (Interlude)
12
3:15
 
After Hours
13
6:01
 
Until I Bleed Out
14
3:10