20 brani, 1 ora 1 minuto

NOTE DELLA REDAZIONE

“Per molto tempo la gente ha considerato le pop star entità angeliche, quasi divine”, dichiara Mabel McVey ad Apple Music. “Ho l’impressione che negli ultimi anni gli artisti abbiano detto ‘Finiamola. Vogliamo solo essere umani’”. High Expectations è un disco pop molto umano, molto onesto e molto, molto bello. È un album che i fan hanno dovuto attendere con pazienza (“Volevo dare voce alle mie emozioni, processo che ha richiesto una lunga serie di tentativi e di sbagli e che ha mi ha causato molto stress”, dice) ma che è si è rivelato in tutto il suo splendore, dipingendo la propria creatrice in modo autentico. “Da teenager, se uno dei miei idoli mi avesse detto ‘Soffro di ansia e a volte non riesco a dormire, mi preoccupo di ciò che la gente pensa di me e ho molti rimpianti’ non avete idea di quanto mi avrebbe fatto sentire bene. Mi avrebbe fatto sentire molto meno sola”. In linea con queste intenzioni, McVey ha modellato uno degli album più inclusivi, incoraggianti e luminosi del 2019, impreziosito da sonorità R&B-pop magnetiche. Lasciatevi guidare nell’ascolto dell’album, traccia per traccia.

‘High Expectations (Intro)’
“Ho scritto questa canzone circa due anni fa insieme a Tre Jean-Marie [Little Mix, Burna Boy] e Joel Compass. Stavo pensando a com’ero da bambina (incredibilmente ambiziosa). Avevo delle aspettative pericolosamente alte ed ero spesso sotto pressione. Ben presto, questo si è riversato nelle aspettative che avevo sulle altre persone, in particolare per quanto riguarda le relazioni. Penso che in generale racconti molto di me. Tutto l’album è parzialmente incentrato sul tentativo di superare questo limite”.

‘Bad Behaviour’
“È una canzone che parla del divertimento tra ragazze. Volevo creare un brano che fosse tutto atmosfera, per riportare alla mente quella fantastica serata. L’ho scritta dopo una serata così memorabile che il mattino seguente non riuscivo a calmarmi. Scrivere una canzone è stato decisamente meglio che fare un post su Instagram. E il brano rispecchia l’obiettivo principale dell’album: far stare bene chi lo ascolta”.

‘Don't Call Me Up’
“Ah, la mia canzoncina [ride]. Sarò sempre grata a questo pezzo, mi ha praticamente cambiato la vita. Ricordo che quando abbiamo finito di registrarla in studio mi sono sentita leggermente sopraffatta. Credo che il riscontro positivo da parte degli ascoltatori dipenda dall’emotività del brano. Ogni giorno ricevo messaggi che dicono ‘Stavo con questo ragazzo che era un idiota, ho ascoltato la tua canzone a ripetizione e adesso sono riuscita a lasciarlo, pensavo che non avrei mai trovato la forza di farlo’. Sentirsi dire queste cose fa un grande effetto, è grandioso. Mi piace molto l’idea che le ragazze cantino canzoni l’una per l’altra”.

‘FML’
“Questa l’ho scritta a Los Angeles con Marlon Roudette, Oak e Sarah Aarons, ed è stata un’esperienza in studio straordinaria. La canzone mi è venuta in maniera naturale. Cerco sempre di mantenere la positività, ma la vita può metterti di fronte a situazioni difficili. In quel momento, in particolare, stavo attraversando un periodo difficile e mi sono detta ‘Cazzo!’. Non riuscivo a spiegarmi perché questa relazione non avesse funzionato, proprio non riuscivo a capire. Pensavo a tutte quelle cose a cui non si dovrebbe pensare Mi chiedo cosa stai facendo, mi chiedo dove sei, dimmi cos’è andato storto.. La fase ‘FML’ arriva molto prima di quella ‘Don’t Call Me Up’, ve lo posso assicurare. Ma sono felice di com’è uscita la canzone. Mostra cosa significa sentirsi da schifo ed è molto incoraggiante”.

‘We Don't Say’
“Parla di quei momenti di confusione, in una relazione, nei quali ti rendi conto che avresti dovuto esternare i tuoi veri sentimenti. Perché se l’avessi fatto, forse il tuo partner non se ne sarebbe andato. Parla di trovare il coraggio necessario per lanciarsi e pensare ‘Ok, anche l’altra persona si lancerà?’. Uno dei due deve farlo. Adoro il sound, la produzione e ogni altro aspetto di questo brano”.

‘Selfish Love’ (feat. Kamille)
“Naturalmente le collaborazioni sono molto importanti per me, cosa di cui parleremo quando arriveremo alle bonus track. Ma era altrettanto importante che il mio album d’esordio raccontasse la mia storia personale. In ogni caso, questa collaborazione con Kamille è molto importante ai fini dell’album perché la sua presenza è stata cruciale. Mi ha dato fiducia ed è stata un’amica e un’autrice straordinaria con cui lavorare. Quando abbiamo scritto la canzone mi è sembrato logico che anche lei ne facesse parte, in particolare perché il tema del brano ci unisce. In quanto donna, ci si aspetta che tu faccia cose che gli uomini non devono fare. Farsi in quattro fa parte dell’essere donna. Questa traccia mette in discussione i motivi che ci spingono a farlo”.

‘Lucky (Interlude)’
“Ho sempre dato grande importanza agli interludi in molti dei dischi con i quali sono cresciuta, quindi inserirne un paio mi è sembrata una grande idea, anche per aiutare ad organizzare un po’ l’album. ‘Lucky’ è semplicemente un breve freestyle. Fatico ad affrontare alcuni aspetti del mio lavoro, i social media e tutto quello che ne deriva, ma anche quando ci penso non smetto di sentirmi fortunata. Sono consapevole che vivere la mia vita è una fortuna. Perciò questo è stato un momento piacevole per me. Stavo cantando soprattutto a me stessa, come un promemoria per i giorni difficili”.

‘Mad Love’
“Ho scritto questo brano non molto tempo dopo ‘Don’t Call Me Up’, e invece di scrivere una ‘Don’t Call Me Up Pt. II’ ho voluto immortalare quei meravigliosi e semplici momenti in cui ti piace qualcuno e questo qualcuno ricambia i tuoi sentimenti. Spesso ci si aspetta che le ragazze lascino l’iniziativa ai maschi, ma qui voglio rimarcare quanto sia importante darsi da fare per ottenere ciò che si desidera”.

‘Trouble’
“‘Trouble’ parla di tracciare una linea di confine tra passione e dramma. Mi spiego: questa relazione è drammatica perché siamo passionali e ci amiamo molto ed è travagliata solo perché c’è tanto amore? Oppure è semplicemente una storia drammatica di cui non ho bisogno? Per quanto mi riguarda è difficile tracciare una linea di confine, perciò ho deciso di scrivere una canzone per cercare di schiarirmi le idee”.

‘Put Your Name on It’
“È una delle prime canzoni che ho scritto dopo aver sviluppato il concept dell’album. Invito a puntare in alto e affermo di essere consapevole di come merito di essere trattata. Dico al ragazzo in questione: ‘Smettila di perdere tempo. Sono proprio qui e sono pronta. Cosa stai aspettando? Se non puoi darmi quello che cerco non farmi perdere tempo’. Credo che sia un messaggio molto importante da mandare alle giovani donne. Ci sono persone che proveranno a prenderti in giro e a ingannarti, ma la vita è troppo breve. È troppo breve per lasciare che qualcuno ti prenda in giro”.

‘Stckhlm Syndrome (Interlude)’
“Naturalmente Stoccolma è un luogo molto importante per me, ci sono cresciuta [la madre di McVey è l’artista svedese Neneh Cherry] e lì sono successe molte cose che hanno contribuito a plasmare la mia persona. Ma c’erano anche alcune cose che sentivo il bisogno di esprimere a riguardo. Crescere in quel luogo a volte mi ha fatto sentire intrappolata. È una bella città ma è piccola, specialmente per una teenager che sta cercando di scoprire sé stessa. Sentivo di aver bisogno di diversità e di un po’ di follia. Quella con la città diventa una relazione tossica e ti rendi conto che l’altra persona ti sta praticamente tenendo in ostaggio. Ma allo stesso tempo ti sei innamorata del tuo carceriere. Si possono provare molti sentimenti diversi per il luogo dove sei cresciuto”.

‘OK (Anxiety Anthem)’
“Questa è stata la canzone più difficile da scrivere. Sono orgogliosa di scrivere in modo onesto e sentivo la responsabilità di dover essere il più sincera possibile riguardo a questo lato della mia persona, proprio come lo sono quando parlo di relazioni o di altri eventi della mia vita. Ho sofferto d’ansia per tutta la vita, con quella vocina in testa, quindi per me è estremamente importante parlarne. C’è voluto molto tempo per capire come trattare questo argomento, perché dovevo comprendere le mie reali sensazioni a riguardo. Credo che provassi vergogna, perciò parlarne era molto imbarazzante. Mi faceva sentire debole. Lo scorso anno, dopo aver attraversato un periodo difficile, mi sono resa conto che [la mia ansia] non è sintomo di debolezza e che, invece di provare imbarazzo, avrei dovuto raccontare la mia esperienza. In questo modo avrei potuto incoraggiare altre persone nella mia situazione ad aprirsi. Anche il giorno della sessione mi sono svegliata pensando che mi sarei alzata, vestita e truccata per affrontare otto ore di disagio o che, in alternativa, avrei potuto cancellare la sessione. Poi mi sono resa conto che c’era una terza opzione che non avevo mai considerato: lasciarmi trasportare dai sentimenti ed essere completamente onesta”.

‘I Belong to Me’
“Era importante chiudere il disco in questo modo. Perché dopo tutte le esperienze, positive e negative, che ho attraversato e di cui canto nell’album, ne sono uscita e sto bene. Sono felice di quello che sono. Credo che sia un messaggio importante da mandare: ‘Alla fine dei conti, io sono tutto quello che ho. Farò del mio meglio per imparare ad amarmi e tu dovresti fare lo stesso, perché altrimenti siamo tutti destinati ad avere delle relazioni fallimentari e a complicarci la vita’. È stato davvero divertente scrivere questa canzone. Ci siamo divertiti molto anche con le armonie. Ore e ore passate a sovrapporre le voci. Potrei andare avanti a farlo per giorni”.

‘High Expectations (Outro)’
“Mi piaceva l’idea di tornare al punto di partenza. Inoltre, se volete ascoltare l’album più volte di fila, cosa che mi renderebbe molto felice, è un ottimo modo per ripartire. È un modo comune di iniziare e finire un disco. Mi piaceva l’idea che fosse così semplice”.

Bonus Track!
‘Finders Keepers’ (feat. Kojo Funds)
“È la canzone che davvero mi ha dato fiducia nei miei mezzi. Non ho rimpianti sulla musica che ho prodotto in precedenza, ma è stato questo il momento in cui ho sentito di avere in mano la situazione. E sono molto grata anche a Kojo. Ero una sua grande fan e penso che abbia fatto un ottimo lavoro in questa traccia. Non sarebbe stato lo stesso senza di lui”.

‘Fine Line’
“‘Finders Keepers’, è stata la mia prima canzone ad essere suonata nei club per far ballare la gente. Volevo un altro brano di questo tipo. ‘Fine Line’ parla di quel momento più o meno emozionante all’interno di una relazione in cui ti chiedi: ‘È tutto fantastico o finirà per essere un fallimento?’”.

‘My Lover’ (Mabel & Not3s)
“Not3s mi ha insegnato tanto dal punto di vista del processo di scrittura. Siamo cresciuti molto insieme. Molte delle canzoni dell’album non sarebbero quello che sono senza il suo contributo, dal momento che mi ha insegnato a lasciare le paure fuori dallo studio. Lui è semplicemente abituato a entrare in cabina di registrazione per schiarirsi le idee. Non ha paura di biascicare parole per 20 minuti, né di fare errori e scoppiare a ridere. Io gli dicevo che l’idea di farlo mentre ci sono persone che ascoltano mi intimoriva e che non volevo sembrare stupida. Così, entrava in cabina e facevamo gli idioti insieme per fare in modo di divertirci”.

‘Ring Ring’ (Mabel & Jax Jones feat. Rich The Kid)
“Se Not3s non mi avesse insegnato a osare di più in studio, questa canzone non sarebbe mai nata. Era sostanzialmente un freestyle. La sessione con Jax si è rivelata difficile all’inizio, perché veniamo da background musicali differenti. Ma avevo fiducia nel fatto che fosse un musicista straordinario e una grande persona, e quando stabilisci una connessione i risultati arrivano. In ogni caso, primo giorno in studio: niente. Alla fine del secondo giorno ho fatto un freestyle di mezz’ora e poi Jax mi ha mandato la traccia. Ha tagliato le diverse sezioni trasformandole in una canzone. Apprezzo anche il fatto che con la mia musica riesco a mandare messaggi contrastanti riguardo alle telefonate. Prima non voglio che le persone mi telefonino [in ‘Don’t Call Me Up’] e poi desidero solo che qualcuno mi chiami” [ride].

‘Cigarette’
“Questa è stata la canzone più divertente. RAYE è una cantante e un’autrice straordinaria e Steff [la rapper inglese Stefflon Don] è una forza della natura. Penso che la canzone suoni autentica perché siamo effettivamente amiche. E l’abbiamo registrata in studio tutte insieme, che è una cosa abbastanza insolita. Credo che si senta, è come se le nostre voci vibrassero all’unisono”.

‘Not Sayin’’
“In questa traccia mostro un po’ di sfrontatezza e dico ‘Non sono ancora sicura al 100% dei sentimenti che provo per te, ma resta qui e vediamo che succede’”.

NOTE DELLA REDAZIONE

“Per molto tempo la gente ha considerato le pop star entità angeliche, quasi divine”, dichiara Mabel McVey ad Apple Music. “Ho l’impressione che negli ultimi anni gli artisti abbiano detto ‘Finiamola. Vogliamo solo essere umani’”. High Expectations è un disco pop molto umano, molto onesto e molto, molto bello. È un album che i fan hanno dovuto attendere con pazienza (“Volevo dare voce alle mie emozioni, processo che ha richiesto una lunga serie di tentativi e di sbagli e che ha mi ha causato molto stress”, dice) ma che è si è rivelato in tutto il suo splendore, dipingendo la propria creatrice in modo autentico. “Da teenager, se uno dei miei idoli mi avesse detto ‘Soffro di ansia e a volte non riesco a dormire, mi preoccupo di ciò che la gente pensa di me e ho molti rimpianti’ non avete idea di quanto mi avrebbe fatto sentire bene. Mi avrebbe fatto sentire molto meno sola”. In linea con queste intenzioni, McVey ha modellato uno degli album più inclusivi, incoraggianti e luminosi del 2019, impreziosito da sonorità R&B-pop magnetiche. Lasciatevi guidare nell’ascolto dell’album, traccia per traccia.

‘High Expectations (Intro)’
“Ho scritto questa canzone circa due anni fa insieme a Tre Jean-Marie [Little Mix, Burna Boy] e Joel Compass. Stavo pensando a com’ero da bambina (incredibilmente ambiziosa). Avevo delle aspettative pericolosamente alte ed ero spesso sotto pressione. Ben presto, questo si è riversato nelle aspettative che avevo sulle altre persone, in particolare per quanto riguarda le relazioni. Penso che in generale racconti molto di me. Tutto l’album è parzialmente incentrato sul tentativo di superare questo limite”.

‘Bad Behaviour’
“È una canzone che parla del divertimento tra ragazze. Volevo creare un brano che fosse tutto atmosfera, per riportare alla mente quella fantastica serata. L’ho scritta dopo una serata così memorabile che il mattino seguente non riuscivo a calmarmi. Scrivere una canzone è stato decisamente meglio che fare un post su Instagram. E il brano rispecchia l’obiettivo principale dell’album: far stare bene chi lo ascolta”.

‘Don't Call Me Up’
“Ah, la mia canzoncina [ride]. Sarò sempre grata a questo pezzo, mi ha praticamente cambiato la vita. Ricordo che quando abbiamo finito di registrarla in studio mi sono sentita leggermente sopraffatta. Credo che il riscontro positivo da parte degli ascoltatori dipenda dall’emotività del brano. Ogni giorno ricevo messaggi che dicono ‘Stavo con questo ragazzo che era un idiota, ho ascoltato la tua canzone a ripetizione e adesso sono riuscita a lasciarlo, pensavo che non avrei mai trovato la forza di farlo’. Sentirsi dire queste cose fa un grande effetto, è grandioso. Mi piace molto l’idea che le ragazze cantino canzoni l’una per l’altra”.

‘FML’
“Questa l’ho scritta a Los Angeles con Marlon Roudette, Oak e Sarah Aarons, ed è stata un’esperienza in studio straordinaria. La canzone mi è venuta in maniera naturale. Cerco sempre di mantenere la positività, ma la vita può metterti di fronte a situazioni difficili. In quel momento, in particolare, stavo attraversando un periodo difficile e mi sono detta ‘Cazzo!’. Non riuscivo a spiegarmi perché questa relazione non avesse funzionato, proprio non riuscivo a capire. Pensavo a tutte quelle cose a cui non si dovrebbe pensare Mi chiedo cosa stai facendo, mi chiedo dove sei, dimmi cos’è andato storto.. La fase ‘FML’ arriva molto prima di quella ‘Don’t Call Me Up’, ve lo posso assicurare. Ma sono felice di com’è uscita la canzone. Mostra cosa significa sentirsi da schifo ed è molto incoraggiante”.

‘We Don't Say’
“Parla di quei momenti di confusione, in una relazione, nei quali ti rendi conto che avresti dovuto esternare i tuoi veri sentimenti. Perché se l’avessi fatto, forse il tuo partner non se ne sarebbe andato. Parla di trovare il coraggio necessario per lanciarsi e pensare ‘Ok, anche l’altra persona si lancerà?’. Uno dei due deve farlo. Adoro il sound, la produzione e ogni altro aspetto di questo brano”.

‘Selfish Love’ (feat. Kamille)
“Naturalmente le collaborazioni sono molto importanti per me, cosa di cui parleremo quando arriveremo alle bonus track. Ma era altrettanto importante che il mio album d’esordio raccontasse la mia storia personale. In ogni caso, questa collaborazione con Kamille è molto importante ai fini dell’album perché la sua presenza è stata cruciale. Mi ha dato fiducia ed è stata un’amica e un’autrice straordinaria con cui lavorare. Quando abbiamo scritto la canzone mi è sembrato logico che anche lei ne facesse parte, in particolare perché il tema del brano ci unisce. In quanto donna, ci si aspetta che tu faccia cose che gli uomini non devono fare. Farsi in quattro fa parte dell’essere donna. Questa traccia mette in discussione i motivi che ci spingono a farlo”.

‘Lucky (Interlude)’
“Ho sempre dato grande importanza agli interludi in molti dei dischi con i quali sono cresciuta, quindi inserirne un paio mi è sembrata una grande idea, anche per aiutare ad organizzare un po’ l’album. ‘Lucky’ è semplicemente un breve freestyle. Fatico ad affrontare alcuni aspetti del mio lavoro, i social media e tutto quello che ne deriva, ma anche quando ci penso non smetto di sentirmi fortunata. Sono consapevole che vivere la mia vita è una fortuna. Perciò questo è stato un momento piacevole per me. Stavo cantando soprattutto a me stessa, come un promemoria per i giorni difficili”.

‘Mad Love’
“Ho scritto questo brano non molto tempo dopo ‘Don’t Call Me Up’, e invece di scrivere una ‘Don’t Call Me Up Pt. II’ ho voluto immortalare quei meravigliosi e semplici momenti in cui ti piace qualcuno e questo qualcuno ricambia i tuoi sentimenti. Spesso ci si aspetta che le ragazze lascino l’iniziativa ai maschi, ma qui voglio rimarcare quanto sia importante darsi da fare per ottenere ciò che si desidera”.

‘Trouble’
“‘Trouble’ parla di tracciare una linea di confine tra passione e dramma. Mi spiego: questa relazione è drammatica perché siamo passionali e ci amiamo molto ed è travagliata solo perché c’è tanto amore? Oppure è semplicemente una storia drammatica di cui non ho bisogno? Per quanto mi riguarda è difficile tracciare una linea di confine, perciò ho deciso di scrivere una canzone per cercare di schiarirmi le idee”.

‘Put Your Name on It’
“È una delle prime canzoni che ho scritto dopo aver sviluppato il concept dell’album. Invito a puntare in alto e affermo di essere consapevole di come merito di essere trattata. Dico al ragazzo in questione: ‘Smettila di perdere tempo. Sono proprio qui e sono pronta. Cosa stai aspettando? Se non puoi darmi quello che cerco non farmi perdere tempo’. Credo che sia un messaggio molto importante da mandare alle giovani donne. Ci sono persone che proveranno a prenderti in giro e a ingannarti, ma la vita è troppo breve. È troppo breve per lasciare che qualcuno ti prenda in giro”.

‘Stckhlm Syndrome (Interlude)’
“Naturalmente Stoccolma è un luogo molto importante per me, ci sono cresciuta [la madre di McVey è l’artista svedese Neneh Cherry] e lì sono successe molte cose che hanno contribuito a plasmare la mia persona. Ma c’erano anche alcune cose che sentivo il bisogno di esprimere a riguardo. Crescere in quel luogo a volte mi ha fatto sentire intrappolata. È una bella città ma è piccola, specialmente per una teenager che sta cercando di scoprire sé stessa. Sentivo di aver bisogno di diversità e di un po’ di follia. Quella con la città diventa una relazione tossica e ti rendi conto che l’altra persona ti sta praticamente tenendo in ostaggio. Ma allo stesso tempo ti sei innamorata del tuo carceriere. Si possono provare molti sentimenti diversi per il luogo dove sei cresciuto”.

‘OK (Anxiety Anthem)’
“Questa è stata la canzone più difficile da scrivere. Sono orgogliosa di scrivere in modo onesto e sentivo la responsabilità di dover essere il più sincera possibile riguardo a questo lato della mia persona, proprio come lo sono quando parlo di relazioni o di altri eventi della mia vita. Ho sofferto d’ansia per tutta la vita, con quella vocina in testa, quindi per me è estremamente importante parlarne. C’è voluto molto tempo per capire come trattare questo argomento, perché dovevo comprendere le mie reali sensazioni a riguardo. Credo che provassi vergogna, perciò parlarne era molto imbarazzante. Mi faceva sentire debole. Lo scorso anno, dopo aver attraversato un periodo difficile, mi sono resa conto che [la mia ansia] non è sintomo di debolezza e che, invece di provare imbarazzo, avrei dovuto raccontare la mia esperienza. In questo modo avrei potuto incoraggiare altre persone nella mia situazione ad aprirsi. Anche il giorno della sessione mi sono svegliata pensando che mi sarei alzata, vestita e truccata per affrontare otto ore di disagio o che, in alternativa, avrei potuto cancellare la sessione. Poi mi sono resa conto che c’era una terza opzione che non avevo mai considerato: lasciarmi trasportare dai sentimenti ed essere completamente onesta”.

‘I Belong to Me’
“Era importante chiudere il disco in questo modo. Perché dopo tutte le esperienze, positive e negative, che ho attraversato e di cui canto nell’album, ne sono uscita e sto bene. Sono felice di quello che sono. Credo che sia un messaggio importante da mandare: ‘Alla fine dei conti, io sono tutto quello che ho. Farò del mio meglio per imparare ad amarmi e tu dovresti fare lo stesso, perché altrimenti siamo tutti destinati ad avere delle relazioni fallimentari e a complicarci la vita’. È stato davvero divertente scrivere questa canzone. Ci siamo divertiti molto anche con le armonie. Ore e ore passate a sovrapporre le voci. Potrei andare avanti a farlo per giorni”.

‘High Expectations (Outro)’
“Mi piaceva l’idea di tornare al punto di partenza. Inoltre, se volete ascoltare l’album più volte di fila, cosa che mi renderebbe molto felice, è un ottimo modo per ripartire. È un modo comune di iniziare e finire un disco. Mi piaceva l’idea che fosse così semplice”.

Bonus Track!
‘Finders Keepers’ (feat. Kojo Funds)
“È la canzone che davvero mi ha dato fiducia nei miei mezzi. Non ho rimpianti sulla musica che ho prodotto in precedenza, ma è stato questo il momento in cui ho sentito di avere in mano la situazione. E sono molto grata anche a Kojo. Ero una sua grande fan e penso che abbia fatto un ottimo lavoro in questa traccia. Non sarebbe stato lo stesso senza di lui”.

‘Fine Line’
“‘Finders Keepers’, è stata la mia prima canzone ad essere suonata nei club per far ballare la gente. Volevo un altro brano di questo tipo. ‘Fine Line’ parla di quel momento più o meno emozionante all’interno di una relazione in cui ti chiedi: ‘È tutto fantastico o finirà per essere un fallimento?’”.

‘My Lover’ (Mabel & Not3s)
“Not3s mi ha insegnato tanto dal punto di vista del processo di scrittura. Siamo cresciuti molto insieme. Molte delle canzoni dell’album non sarebbero quello che sono senza il suo contributo, dal momento che mi ha insegnato a lasciare le paure fuori dallo studio. Lui è semplicemente abituato a entrare in cabina di registrazione per schiarirsi le idee. Non ha paura di biascicare parole per 20 minuti, né di fare errori e scoppiare a ridere. Io gli dicevo che l’idea di farlo mentre ci sono persone che ascoltano mi intimoriva e che non volevo sembrare stupida. Così, entrava in cabina e facevamo gli idioti insieme per fare in modo di divertirci”.

‘Ring Ring’ (Mabel & Jax Jones feat. Rich The Kid)
“Se Not3s non mi avesse insegnato a osare di più in studio, questa canzone non sarebbe mai nata. Era sostanzialmente un freestyle. La sessione con Jax si è rivelata difficile all’inizio, perché veniamo da background musicali differenti. Ma avevo fiducia nel fatto che fosse un musicista straordinario e una grande persona, e quando stabilisci una connessione i risultati arrivano. In ogni caso, primo giorno in studio: niente. Alla fine del secondo giorno ho fatto un freestyle di mezz’ora e poi Jax mi ha mandato la traccia. Ha tagliato le diverse sezioni trasformandole in una canzone. Apprezzo anche il fatto che con la mia musica riesco a mandare messaggi contrastanti riguardo alle telefonate. Prima non voglio che le persone mi telefonino [in ‘Don’t Call Me Up’] e poi desidero solo che qualcuno mi chiami” [ride].

‘Cigarette’
“Questa è stata la canzone più divertente. RAYE è una cantante e un’autrice straordinaria e Steff [la rapper inglese Stefflon Don] è una forza della natura. Penso che la canzone suoni autentica perché siamo effettivamente amiche. E l’abbiamo registrata in studio tutte insieme, che è una cosa abbastanza insolita. Credo che si senta, è come se le nostre voci vibrassero all’unisono”.

‘Not Sayin’’
“In questa traccia mostro un po’ di sfrontatezza e dico ‘Non sono ancora sicura al 100% dei sentimenti che provo per te, ma resta qui e vediamo che succede’”.

TITOLO DURATA

Altri brani di Mabel