16 brani, 47 minuti

NOTE DELLA REDAZIONE

“La mia vita privata è un disastro”, dice Halsey a Zane Lowe di Apple Music, riflettendo sulle conseguenze della sua fulminante ascesa da outsider indie a superstar pop. Molte della canzoni di Manic, terzo album della 25enne, sono state scritte nell’occhio del ciclone. “Sono impulsiva, senza censure, mi lascio guidare dall’emozione, piuttosto che dalla logica, mi muovo febbrilmente dappertutto pensando cose come: ‘E se questo pezzo suonasse alla Beach Boys? E se sei dei brani non avessero la batteria?’”. Il risultato è un’opera poetica e coraggiosa che tocca temi quali il dolore, la salute e la crescita personale. “L’album non riguarda Gerald”, spiega, anticipando che l’attenzione del pubblico sarà inevitabilmente concentrata sulla sua rottura con il rapper G-Eazy. “Buona parte del disco è un’esplorazione di cose sulle quali non avevo mai lavorato, perché avevo 19 anni ed ero Halsey. Non avevo tempo per pensare a me stessa, perché dovevo essere composta. E sono stata troppo controllata: questa era una parte del problema”. Di seguito, la cantante ci svela le storie dietro alcune delle canzoni più personali dell’album.

Ashley
“Cominciare l’album con il mio vero nome è un punto di partenza rassicurante, come se stessi dicendo: ‘Hey, sono ancora qui, ma sto per trascinarvi in un viaggio diverso’. Ho scritto gran parte del disco diventando più consapevole della mia mortalità. A volte sono al settimo cielo e non mi sono mai sentita meglio in tutta la mia vita. Altri giorni mi dico che se vado avanti così, morirò. Questa canzone è un’introduzione e un avvertimento: sto dicendo che, per fare quest’album, mi sono dovuta sezionare, e continuerò a farlo durante il tour, la promozione e le spiegazioni. Ma non so quanto di tutto questo riuscirete a cogliere.”

Forever ... (is a long time)
“Tutti i miei album contengono quello che chiamiamo un trio: tre canzoni piazzate nel mezzo che fungono come transizione e sono pensate per essere ascoltate in successione. Su Manic sono ‘Forever ... (is a long time)’, ‘Dominic’s Interlude’ e ‘I HATE EVERYBODY’. In questo pezzo mi sto innamorando. La parte strumentale è in maggiore, ci sono tutti questi meravigliosi suoni brillanti, gli uccelli che cantano, ogni cosa è dolcissima. Roba da Cenerentola. Poi comincio a entrare nella mia testa. Arriva il piano e c’è questo convoglio di pensieri in un flusso di coscienza che modula tra maggiore e minore per mostrare il mio stato d’animo che passa dall’ottimismo all’ansia. E ora sto sabotando questa relazione e mi sento paranoica: andrà male. Poi [il cantautore] Dominic [Fike, in ‘Dominic's Interlude’] mi dice che farei meglio a dire al mio uomo che ci sono cattive notizie per lui.”

I HATE EVERYBODY
“A un tratto, ho tipo puntato i piedi e ho detto: ‘Quello che non faremo sarà lasciare che tutta la mia musica parli delle persone con cui esco. Questo album è su di me. Dovrei essere abbastanza importante per conto mio. Non dovrei essere considerata attraente solo perché qualche rockstar che tu ritieni cool pensa che io lo sia. Non è più così e non avrebbe mai dovuto esserlo’. Ma, quando sei giovane, a volte, le tue insicurezze hanno la meglio su di te. E ‘I HATE EVERYBODY’ fa i conti con questa cosa. Un pensiero tipo: ‘Beh, loro rispettano la sua opinione. Quindi, se a lui piaccio, piacerò anche a loro’. Sbagliatissimo. No, no, no. Questo dovrebbe parlare di me.”

Finally
“Sentivo di avere bisogno di una canzone da matrimonio, un pezzo da primo ballo. L’ho scritta a casa, nel mio soggiorno, alle due del mattino, quando mi stavo vedendo con Dom [YUNGBLUD]. Pensavo alla notte che ci eravamo incontrati - avevo raccontato la storia una miriade di volte, ed era sempre più romantica – e mi sono resa conto di non aver mai scritto una canzone d’amore prima di quel momento, nessuna senza una battuta finale. È semplicemente una bella canzone dolce. All’inizio temevo che non fosse abbastanza pazza. Ma l’ho mandata a un paio di amici, che mi hanno detto che quello era il pezzo migliore che avessi mai scritto. Ne ero sorpresa: ‘Cosa? Siamo solo io e una chitarra’. E loro: ‘Sì, è proprio questo il punto’.”

Alanis’ Interlude
“Un grande motivo di orgoglio. Il più grande. Le ho scritto una lettera, quando lei era incinta di 9 mesi, forse un po’ meno, e ho cercato di spiegarle quale irreversibile impatto avesse avuto sulla mia vita. Le ho detto che non sarei mai stata abbastanza coraggiosa per dire le cose che ho detto, se lei non le avesse dette prima, e che stavo facendo un disco su tutte le parti importanti di me e non potevo immaginare di farlo senza di lei. E lei ha detto sì. Gli interludi rappresentano relazioni differenti nella mia vita: Dom incarna l’amore fraterno, Alanis la presa di coscienza sessuale e professionale. In caso vi fosse sfuggito il sottotesto dei miei ultimi album, sono bisex. E volevo che questa canzone fosse molto queer. Non c’era persona migliore con cui farlo di Alanis, che è una delle donne che mi hanno aiutato a sentirmi a posto con la mia sessualità quando ero più giovane.”

killing boys
“Parla dell’essere infuriata al punto di pensare di fare irruzione in casa sua, entrare nella sua stanza, obbligarlo a sedersi e dire: ‘Ascolta, stronzo, ora tu mi parlerai’. Tipo, metterò una felpa con cappuccio nero. La mia amica guiderà. È più o meno basata su una storia vera, quando sono effettivamente piombata in casa di qualcuno per ottenere risposte rispetto a qualcosa. Era un tempo lontano, in cui ero davvero esagerata e avevo pensieri come: ‘No, la mia unica opzione è andare là e fare una scenata’. Dice: ‘I climb up to the window and I break in the glass/But I stop ’cause I don’t want to Uma Thurman your ass’ [‘Mi arrampico fino alla finestra e rompo il vetro/Ma mi fermo, perché non voglio fare l’Uma Thurman della situazione’]. È ironico, ma io sono matta.”

More
“Sono sempre stata sincera circa la mia lotta con la salute riproduttiva, sul fatto di voler congelare i miei ovuli, di essere affetta da endometriosi e cose del genere. Per molto tempo, ho pensato che non sarei mai stata in grado di avere una famiglia. Ed è una cosa molto, molto importante per me. Poi, un giorno, il mio ginecologo mi ha detto che sembrava che le cose fossero cambiate, che forse avrei potuto, e io mi sono commossa. Ho sentito come questa ascensione a un altro tipo di femminilità. Tutto a un tratto, ogni cosa è cambiata. Non andrò in tour fino alla morte perché non ho altro da fare e sto compensando per non poter avere quest’altra cosa che invece voglio davvero. Ora ho una scelta. Non ho mai avuto una scelta, prima. Lido [il producer Peder Losnegård] e io abbiamo costruito l’evanescente strumentale alla fine della canzone perché ricordasse un’ecografia a ultrasuoni, come se tu la stessi ascoltando provenire dall’interno dell’utero. È una delle canzoni più speciali che io abbia mai scritto.”

NOTE DELLA REDAZIONE

“La mia vita privata è un disastro”, dice Halsey a Zane Lowe di Apple Music, riflettendo sulle conseguenze della sua fulminante ascesa da outsider indie a superstar pop. Molte della canzoni di Manic, terzo album della 25enne, sono state scritte nell’occhio del ciclone. “Sono impulsiva, senza censure, mi lascio guidare dall’emozione, piuttosto che dalla logica, mi muovo febbrilmente dappertutto pensando cose come: ‘E se questo pezzo suonasse alla Beach Boys? E se sei dei brani non avessero la batteria?’”. Il risultato è un’opera poetica e coraggiosa che tocca temi quali il dolore, la salute e la crescita personale. “L’album non riguarda Gerald”, spiega, anticipando che l’attenzione del pubblico sarà inevitabilmente concentrata sulla sua rottura con il rapper G-Eazy. “Buona parte del disco è un’esplorazione di cose sulle quali non avevo mai lavorato, perché avevo 19 anni ed ero Halsey. Non avevo tempo per pensare a me stessa, perché dovevo essere composta. E sono stata troppo controllata: questa era una parte del problema”. Di seguito, la cantante ci svela le storie dietro alcune delle canzoni più personali dell’album.

Ashley
“Cominciare l’album con il mio vero nome è un punto di partenza rassicurante, come se stessi dicendo: ‘Hey, sono ancora qui, ma sto per trascinarvi in un viaggio diverso’. Ho scritto gran parte del disco diventando più consapevole della mia mortalità. A volte sono al settimo cielo e non mi sono mai sentita meglio in tutta la mia vita. Altri giorni mi dico che se vado avanti così, morirò. Questa canzone è un’introduzione e un avvertimento: sto dicendo che, per fare quest’album, mi sono dovuta sezionare, e continuerò a farlo durante il tour, la promozione e le spiegazioni. Ma non so quanto di tutto questo riuscirete a cogliere.”

Forever ... (is a long time)
“Tutti i miei album contengono quello che chiamiamo un trio: tre canzoni piazzate nel mezzo che fungono come transizione e sono pensate per essere ascoltate in successione. Su Manic sono ‘Forever ... (is a long time)’, ‘Dominic’s Interlude’ e ‘I HATE EVERYBODY’. In questo pezzo mi sto innamorando. La parte strumentale è in maggiore, ci sono tutti questi meravigliosi suoni brillanti, gli uccelli che cantano, ogni cosa è dolcissima. Roba da Cenerentola. Poi comincio a entrare nella mia testa. Arriva il piano e c’è questo convoglio di pensieri in un flusso di coscienza che modula tra maggiore e minore per mostrare il mio stato d’animo che passa dall’ottimismo all’ansia. E ora sto sabotando questa relazione e mi sento paranoica: andrà male. Poi [il cantautore] Dominic [Fike, in ‘Dominic's Interlude’] mi dice che farei meglio a dire al mio uomo che ci sono cattive notizie per lui.”

I HATE EVERYBODY
“A un tratto, ho tipo puntato i piedi e ho detto: ‘Quello che non faremo sarà lasciare che tutta la mia musica parli delle persone con cui esco. Questo album è su di me. Dovrei essere abbastanza importante per conto mio. Non dovrei essere considerata attraente solo perché qualche rockstar che tu ritieni cool pensa che io lo sia. Non è più così e non avrebbe mai dovuto esserlo’. Ma, quando sei giovane, a volte, le tue insicurezze hanno la meglio su di te. E ‘I HATE EVERYBODY’ fa i conti con questa cosa. Un pensiero tipo: ‘Beh, loro rispettano la sua opinione. Quindi, se a lui piaccio, piacerò anche a loro’. Sbagliatissimo. No, no, no. Questo dovrebbe parlare di me.”

Finally
“Sentivo di avere bisogno di una canzone da matrimonio, un pezzo da primo ballo. L’ho scritta a casa, nel mio soggiorno, alle due del mattino, quando mi stavo vedendo con Dom [YUNGBLUD]. Pensavo alla notte che ci eravamo incontrati - avevo raccontato la storia una miriade di volte, ed era sempre più romantica – e mi sono resa conto di non aver mai scritto una canzone d’amore prima di quel momento, nessuna senza una battuta finale. È semplicemente una bella canzone dolce. All’inizio temevo che non fosse abbastanza pazza. Ma l’ho mandata a un paio di amici, che mi hanno detto che quello era il pezzo migliore che avessi mai scritto. Ne ero sorpresa: ‘Cosa? Siamo solo io e una chitarra’. E loro: ‘Sì, è proprio questo il punto’.”

Alanis’ Interlude
“Un grande motivo di orgoglio. Il più grande. Le ho scritto una lettera, quando lei era incinta di 9 mesi, forse un po’ meno, e ho cercato di spiegarle quale irreversibile impatto avesse avuto sulla mia vita. Le ho detto che non sarei mai stata abbastanza coraggiosa per dire le cose che ho detto, se lei non le avesse dette prima, e che stavo facendo un disco su tutte le parti importanti di me e non potevo immaginare di farlo senza di lei. E lei ha detto sì. Gli interludi rappresentano relazioni differenti nella mia vita: Dom incarna l’amore fraterno, Alanis la presa di coscienza sessuale e professionale. In caso vi fosse sfuggito il sottotesto dei miei ultimi album, sono bisex. E volevo che questa canzone fosse molto queer. Non c’era persona migliore con cui farlo di Alanis, che è una delle donne che mi hanno aiutato a sentirmi a posto con la mia sessualità quando ero più giovane.”

killing boys
“Parla dell’essere infuriata al punto di pensare di fare irruzione in casa sua, entrare nella sua stanza, obbligarlo a sedersi e dire: ‘Ascolta, stronzo, ora tu mi parlerai’. Tipo, metterò una felpa con cappuccio nero. La mia amica guiderà. È più o meno basata su una storia vera, quando sono effettivamente piombata in casa di qualcuno per ottenere risposte rispetto a qualcosa. Era un tempo lontano, in cui ero davvero esagerata e avevo pensieri come: ‘No, la mia unica opzione è andare là e fare una scenata’. Dice: ‘I climb up to the window and I break in the glass/But I stop ’cause I don’t want to Uma Thurman your ass’ [‘Mi arrampico fino alla finestra e rompo il vetro/Ma mi fermo, perché non voglio fare l’Uma Thurman della situazione’]. È ironico, ma io sono matta.”

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“Sono sempre stata sincera circa la mia lotta con la salute riproduttiva, sul fatto di voler congelare i miei ovuli, di essere affetta da endometriosi e cose del genere. Per molto tempo, ho pensato che non sarei mai stata in grado di avere una famiglia. Ed è una cosa molto, molto importante per me. Poi, un giorno, il mio ginecologo mi ha detto che sembrava che le cose fossero cambiate, che forse avrei potuto, e io mi sono commossa. Ho sentito come questa ascensione a un altro tipo di femminilità. Tutto a un tratto, ogni cosa è cambiata. Non andrò in tour fino alla morte perché non ho altro da fare e sto compensando per non poter avere quest’altra cosa che invece voglio davvero. Ora ho una scelta. Non ho mai avuto una scelta, prima. Lido [il producer Peder Losnegård] e io abbiamo costruito l’evanescente strumentale alla fine della canzone perché ricordasse un’ecografia a ultrasuoni, come se tu la stessi ascoltando provenire dall’interno dell’utero. È una delle canzoni più speciali che io abbia mai scritto.”

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