10 brani, 36 minuti

NOTE DELLA REDAZIONE

Aperto da un classico come ‘Fiore Di Maggio’, il disco eponimo di Fabio Concato del 1984 è uno scrigno di memorie, amori e malinconie. Su arrangiamenti di un dolcissimo pop infuso di jazz, tra arpeggi eterei, tastiere ariose ed effetti elettronici, il cantante milanese sprofonda nella nostalgia di ‘Ti Ricordo Ancora’ e riflette sui rimorsi in ‘Guido Piano’. Sfogliando immagini sentimentali e giocose, tra gabbiani e computer, Concato traduce spaccati di vita in sonetti delicati.

NOTE DELLA REDAZIONE

Aperto da un classico come ‘Fiore Di Maggio’, il disco eponimo di Fabio Concato del 1984 è uno scrigno di memorie, amori e malinconie. Su arrangiamenti di un dolcissimo pop infuso di jazz, tra arpeggi eterei, tastiere ariose ed effetti elettronici, il cantante milanese sprofonda nella nostalgia di ‘Ti Ricordo Ancora’ e riflette sui rimorsi in ‘Guido Piano’. Sfogliando immagini sentimentali e giocose, tra gabbiani e computer, Concato traduce spaccati di vita in sonetti delicati.

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