13 brani, 48 minuti

NOTE DELLA REDAZIONE

Agli albori degli anni ’10 l’inesauribile fantasia di Ariel Pink trova sfogo in un disco sfaccettato, sospeso nel limbo tra pop e sperimentazione artistica. Senza distaccarsi da un originale immaginario lo-fi, la band guidata dal musicista californiano distilla visioni ipnagogiche da ricchi arrangiamenti che fluttuano con leggerezza in una nube psichedelica. Tra oniriche cadenze downtempo, accenni jazz e armonie magnetiche, c’è spazio anche per l’eleganza di atmosferici brani strumentali.

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Agli albori degli anni ’10 l’inesauribile fantasia di Ariel Pink trova sfogo in un disco sfaccettato, sospeso nel limbo tra pop e sperimentazione artistica. Senza distaccarsi da un originale immaginario lo-fi, la band guidata dal musicista californiano distilla visioni ipnagogiche da ricchi arrangiamenti che fluttuano con leggerezza in una nube psichedelica. Tra oniriche cadenze downtempo, accenni jazz e armonie magnetiche, c’è spazio anche per l’eleganza di atmosferici brani strumentali.

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