12 brani, 49 minuti

NOTE DELLA REDAZIONE

L’ultima volta che Sara Bareilles ha pubblicato un disco pop, il calendario segnava l’anno 2013 e l’America era in una condizione diversa. Ai tempi del romantico The Blessed Unrest, “davamo molte cose per scontate”, racconta ad Apple Music. “Era come vivere in un sogno.” Poi, nel bel mezzo di un’avventura che per sei anni l’ha vista lavorare a Broadway sul palco di uno show di successo come Waitress, Donald Trump è diventato presidente. L’evento ha causato un risveglio traumatico alla cantante. “La sua elezione è stata determinante per convincermi a tornare a fare un album dal sapore cantautorale,” dice ancora. “Volevo parlare di cosa significhi essere una donna oggi, in un momento in cui sembra che il mondo stia andando a rotoli.”

Scritto con pesi massimi del pop come Emily King, Justin Tranter e Lori McKenna, con la produzione esecutiva del leggendario T Bone Burnett (che la cantante considera “un oracolo”), questo album coraggioso è un abbraccio di conforto ma anche un grido di battaglia. “L’idea di fondo è che tutto andrà bene. Ma non bisogna mollare”, spiega. “Non bisogna assolutamente mollare.”
Mentre ascolti il disco, leggi le storie dietro alcuni dei pezzi più belli.

‘No Such Thing’
“Amo le belle canzoni sulla fine delle relazioni e mi piace scrivere in maniera sfumata, ma voglio essere chiara: dietro le rotture sentimentali di questo disco c’è solo Obama. Quando dico ‘torna’, mi sto rivolgendo agli Obama. Mi mancano da morire e compongo pezzi che parlano di questo. La prima volta che ho sentito su un podcast la voce di Barack dopo il suo addio, ero in treno a New York e ho immediatamente cominciato a piangere.”

‘Miss Simone’
“Nina è uno dei miei punti di riferimento. Da Carole King a Joni Mitchell, passando per Paul Simon, Elton John ed Ella Fitzgerald, durante la lavorazione del disco ho ascoltato molti classici di artisti senza tempo che non hanno mai seguito le mode. La notte in cui mi sono finalmente messa insieme al mio ragazzo (prima eravamo solo amici), stavamo ascoltando Nina Simone. C’è una scena nella canzone in cui ci siamo noi su un tetto: è la storia di quello che è successo. Eravamo a Boston e si è creato questo momento magnifico. È stato come vedere fiorire il seme di un amore romantico che puoi vedere sbocciare.”

‘A Safe Place to Land’ (feat. John Legend)
“L’ho scritta con Lori McKenna nel momento più drammatico della crisi alla frontiera e ha rischiato di rimanere fuori dal disco. Non perché non ci piacesse, tutt’altro, è uno dei miei preferiti in assoluto, ma ci chiedevamo se fosse giusto affidare un messaggio così a una sola canzone più che all’insieme. Riuscire ad avere John nel progetto ha reso l’esperienza davvero speciale.”

‘Poetry by Dead Men’
“Questa è sul mio ragazzo. Parla in particolare del momento in cui le cose devono ancora scattare e tu aspetti che l’altra persona si dia una mossa per assumere il ruolo che le spetta veramente. Mi è sempre interessato raccontare storie e farlo con la mia tendenza a essere specifica. In questo album, sentivo di non dover tenere niente per me. Non ho bisogno di essere riservata sulla mia visione del mondo o sulle mie relazioni: è una fotografia senza censure di ciò che è la mia musicalità oggi.”

‘Saint Honesty’
“Mi sono davvero sforzata per non registrare le nostre conversazioni in studio ma ho tenuto un quaderno di appunti, perché quella vecchia volpe di Burnett snocciola perle di saggezza tutto il giorno. È un oracolo, la più profonda delle anime. Mi ha davvero illuminato con l’idea che le cose soft e delicate siano in realtà in qualche modo le più potenti. Una canzone non deve necessariamente avere un grande ritornello o essere trascinante. Come artista, è difficile spegnere la parte di cervello che pensa a quanto il pezzo potrà funzionare in radio ma T Bone ragiona in tutt’altro modo: lui vuole parlare di intensità, tempo ed emozioni, vuole che tu ascolti il pezzo. Questo è un brano profondo e riflessivo in un disco profondo e riflessivo, e io non dovevo fare altro che accoglierlo. È tutto qui: ciò che voglio dire adesso ha bisogno di un determinato ritmo.”

‘Orpheus’
“Il titolo dell’album è stato preso da una parte del testo che dice ‘Non smettere di provare a trovarmi qui/In mezzo al caos.’ Credo che sia il mio modo di diffondere la speranza. Mi sono resa conto che dobbiamo continuare a scegliere l’amore e concludere la giornata guardandoci alle spalle con la consapevolezza di non avere mollato ancora una volta. Non è sempre facile, ma la più bella reazione a questa canzone è stata proprio quella di qualcuno che ha detto ‘mi fa sentire come se tutto dovesse andare bene, alla fine.’ Le persone trovano conforto nel paesaggio sonoro: volevo ricordare loro che non sono sole, che non sono pazze anche se hanno l’impressione di impazzire e che siamo qui tutti insieme.”

NOTE DELLA REDAZIONE

L’ultima volta che Sara Bareilles ha pubblicato un disco pop, il calendario segnava l’anno 2013 e l’America era in una condizione diversa. Ai tempi del romantico The Blessed Unrest, “davamo molte cose per scontate”, racconta ad Apple Music. “Era come vivere in un sogno.” Poi, nel bel mezzo di un’avventura che per sei anni l’ha vista lavorare a Broadway sul palco di uno show di successo come Waitress, Donald Trump è diventato presidente. L’evento ha causato un risveglio traumatico alla cantante. “La sua elezione è stata determinante per convincermi a tornare a fare un album dal sapore cantautorale,” dice ancora. “Volevo parlare di cosa significhi essere una donna oggi, in un momento in cui sembra che il mondo stia andando a rotoli.”

Scritto con pesi massimi del pop come Emily King, Justin Tranter e Lori McKenna, con la produzione esecutiva del leggendario T Bone Burnett (che la cantante considera “un oracolo”), questo album coraggioso è un abbraccio di conforto ma anche un grido di battaglia. “L’idea di fondo è che tutto andrà bene. Ma non bisogna mollare”, spiega. “Non bisogna assolutamente mollare.”
Mentre ascolti il disco, leggi le storie dietro alcuni dei pezzi più belli.

‘No Such Thing’
“Amo le belle canzoni sulla fine delle relazioni e mi piace scrivere in maniera sfumata, ma voglio essere chiara: dietro le rotture sentimentali di questo disco c’è solo Obama. Quando dico ‘torna’, mi sto rivolgendo agli Obama. Mi mancano da morire e compongo pezzi che parlano di questo. La prima volta che ho sentito su un podcast la voce di Barack dopo il suo addio, ero in treno a New York e ho immediatamente cominciato a piangere.”

‘Miss Simone’
“Nina è uno dei miei punti di riferimento. Da Carole King a Joni Mitchell, passando per Paul Simon, Elton John ed Ella Fitzgerald, durante la lavorazione del disco ho ascoltato molti classici di artisti senza tempo che non hanno mai seguito le mode. La notte in cui mi sono finalmente messa insieme al mio ragazzo (prima eravamo solo amici), stavamo ascoltando Nina Simone. C’è una scena nella canzone in cui ci siamo noi su un tetto: è la storia di quello che è successo. Eravamo a Boston e si è creato questo momento magnifico. È stato come vedere fiorire il seme di un amore romantico che puoi vedere sbocciare.”

‘A Safe Place to Land’ (feat. John Legend)
“L’ho scritta con Lori McKenna nel momento più drammatico della crisi alla frontiera e ha rischiato di rimanere fuori dal disco. Non perché non ci piacesse, tutt’altro, è uno dei miei preferiti in assoluto, ma ci chiedevamo se fosse giusto affidare un messaggio così a una sola canzone più che all’insieme. Riuscire ad avere John nel progetto ha reso l’esperienza davvero speciale.”

‘Poetry by Dead Men’
“Questa è sul mio ragazzo. Parla in particolare del momento in cui le cose devono ancora scattare e tu aspetti che l’altra persona si dia una mossa per assumere il ruolo che le spetta veramente. Mi è sempre interessato raccontare storie e farlo con la mia tendenza a essere specifica. In questo album, sentivo di non dover tenere niente per me. Non ho bisogno di essere riservata sulla mia visione del mondo o sulle mie relazioni: è una fotografia senza censure di ciò che è la mia musicalità oggi.”

‘Saint Honesty’
“Mi sono davvero sforzata per non registrare le nostre conversazioni in studio ma ho tenuto un quaderno di appunti, perché quella vecchia volpe di Burnett snocciola perle di saggezza tutto il giorno. È un oracolo, la più profonda delle anime. Mi ha davvero illuminato con l’idea che le cose soft e delicate siano in realtà in qualche modo le più potenti. Una canzone non deve necessariamente avere un grande ritornello o essere trascinante. Come artista, è difficile spegnere la parte di cervello che pensa a quanto il pezzo potrà funzionare in radio ma T Bone ragiona in tutt’altro modo: lui vuole parlare di intensità, tempo ed emozioni, vuole che tu ascolti il pezzo. Questo è un brano profondo e riflessivo in un disco profondo e riflessivo, e io non dovevo fare altro che accoglierlo. È tutto qui: ciò che voglio dire adesso ha bisogno di un determinato ritmo.”

‘Orpheus’
“Il titolo dell’album è stato preso da una parte del testo che dice ‘Non smettere di provare a trovarmi qui/In mezzo al caos.’ Credo che sia il mio modo di diffondere la speranza. Mi sono resa conto che dobbiamo continuare a scegliere l’amore e concludere la giornata guardandoci alle spalle con la consapevolezza di non avere mollato ancora una volta. Non è sempre facile, ma la più bella reazione a questa canzone è stata proprio quella di qualcuno che ha detto ‘mi fa sentire come se tutto dovesse andare bene, alla fine.’ Le persone trovano conforto nel paesaggio sonoro: volevo ricordare loro che non sono sole, che non sono pazze anche se hanno l’impressione di impazzire e che siamo qui tutti insieme.”

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3 valutazioni

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franklove2016 ,

Beautiful Voice

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