14 brani, 56 minuti

NOTE DELLA REDAZIONE

Amore, paura, amici e nemici, violenza, danza, sesso, demoni, angeli, solitudine e compagnia: puoi trovare tutto questo negli After Hour della notte”. The Weeknd


Da quando è esploso, nel 2011, con il misterioso e ipnotico House of Balloons, The Weeknd ci ha sempre tenuto sull’attenti: ci sono stati un trittico di tossici mixtape nel segno dell’R&B lo-fi, l’enorme successo da classifica di ‘Can’t Feel My Face’ e la patinata rinascita con la complicità dei Daft Punk arrivata con Starboy, nel 2016. In After Hours, il suo quarto disco in studio, il cantante torna all’alba dell’era di Abel Tesfaye, riprendendo il delicato falsetto, le atmosfere nebulose e le confessioni sussurrate. Tutto questo viene però qui supportato da uno straordinario beatmaking: un’attenuata drum’n’bass in ‘Hardest to Love’, le sirene e le intermittenti trame trap di ‘Escape From LA’ e bagliori di French touch, dubstep distorta e Chicago drill, dilatate fino a prendere la forma di astrazioni. È come se il cantante avesse passato gli ultimi quattro anni a perlustrare i party underground nei magazzini alla ricerca di ritmi che potessero dare alle sue ballate a bassa intensità luminosa un’aura edonistica, eccitante e vitale. Nei momenti in cui l’album si accende davvero, sono addirittura radiose: ‘Scared to live’ è travolgente e romantica, perfetta per la scena finale di una commedia sentimentale, mentre ‘Blinding Lights’ – gigantesca hit prodotta da Max Martin e spinta da una pubblicità della Mercedes-Benz – non potrebbe essere più calata di così nella sfarzosa e trionfale atmosfera glamour degli anni ’80.

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NOTE DELLA REDAZIONE

Amore, paura, amici e nemici, violenza, danza, sesso, demoni, angeli, solitudine e compagnia: puoi trovare tutto questo negli After Hour della notte”. The Weeknd


Da quando è esploso, nel 2011, con il misterioso e ipnotico House of Balloons, The Weeknd ci ha sempre tenuto sull’attenti: ci sono stati un trittico di tossici mixtape nel segno dell’R&B lo-fi, l’enorme successo da classifica di ‘Can’t Feel My Face’ e la patinata rinascita con la complicità dei Daft Punk arrivata con Starboy, nel 2016. In After Hours, il suo quarto disco in studio, il cantante torna all’alba dell’era di Abel Tesfaye, riprendendo il delicato falsetto, le atmosfere nebulose e le confessioni sussurrate. Tutto questo viene però qui supportato da uno straordinario beatmaking: un’attenuata drum’n’bass in ‘Hardest to Love’, le sirene e le intermittenti trame trap di ‘Escape From LA’ e bagliori di French touch, dubstep distorta e Chicago drill, dilatate fino a prendere la forma di astrazioni. È come se il cantante avesse passato gli ultimi quattro anni a perlustrare i party underground nei magazzini alla ricerca di ritmi che potessero dare alle sue ballate a bassa intensità luminosa un’aura edonistica, eccitante e vitale. Nei momenti in cui l’album si accende davvero, sono addirittura radiose: ‘Scared to live’ è travolgente e romantica, perfetta per la scena finale di una commedia sentimentale, mentre ‘Blinding Lights’ – gigantesca hit prodotta da Max Martin e spinta da una pubblicità della Mercedes-Benz – non potrebbe essere più calata di così nella sfarzosa e trionfale atmosfera glamour degli anni ’80.

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TITOLO DURATA

Valutazioni e recensioni

4.4 su 5
41 valutazioni

41 valutazioni

Elvis.94 ,

Fenomenale

Capolavoro. Gran bel lavoro, sound stratosferico (degni di nota gli assoli di sax di "In Your Eyes"). 10/10

Sognatore83 ,

Troppe aspettative

Purtroppo solo un paio di tracce degne di nota

krystian25 ,

GRANDISSIMO

The Weeknd non delude le aspettative, album di grande fattura!

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